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I virus si evolvono costantemente mutando il proprio genoma. Durante la replicazione, il virus crea copie di sé che non sono sempre conformi all’originale: questi cambiamenti vengono definiti “mutazioni”. Una o più mutazioni del virus vengono definite come “variante”.Finora sono state identificate in tutto il mondo centinaia di varianti di SARS-CoV-2. L’OMS e la sua rete internazionale di esperti monitorano costantemente l’evoluzione del virus e le sue mutazioni, in modo da identificarne di nuove ed eventualmente indicare gli interventi da attuare per prevenire la loro diffusione. Alcune mutazioni possono portare ad una maggiore trasmissibilità, alla patogenicità con forme più severe di malattia o alla possibilità di aggirare l’immunità acquisita con l’infezione o la vaccinazione.

Le varianti che secondo gli esperti dell’OMS hanno una rilevanza maggiore sono:

  • Variante Alfa, identificata per la prima volta nel Regno Unito. Questa variante ha dimostrato di avere una maggiore trasmissibilità, diffondendosi più facilmente rispetto alle precedenti e causando un aumento di casi gravi.
  • Variante Beta, identificata in Sud Africa. Nonostante non sembri caratterizzata da una maggiore trasmissibilità, potrebbe aggirare il sistema immunitario e il riconoscimento da parte degli anticorpi, pertanto questo effetto potrebbe interessare anche l’efficacia del vaccino.
  • Variante Gamma, con origine in Brasile. Gli studi hanno dimostrato una maggiore trasmissibilità e un possibile rischio di reinfezione.
  • Variante Delta, rilevata per la prima volta in India. Essa è caratterizzata da una trasmissibilità del 40 – 60% più elevata rispetto alla variante Alfa, ed è associata ad un rischio relativamente maggiore di infezione in soggetti non vaccinati o parzialmente vaccinati.
  • Variante Omicron, la più recente, rilevata per la prima volta in Sud Africa il 24 novembre 2021. La variante presenta un numero elevato di mutazioni del gene S rispetto al virus originale, per cui si teme che possa portare a un cambiamento significativo delle proprietà antigeniche del virus, anche se finora non ci sono prove di modificazioni nella trasmissibilità, nella gravità dell’infezione, o nella potenziale evasione della risposta immunitaria.

Dr. Giuseppe Canora

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